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Intervista a Elisa Averna (parte 1 di 4)

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Autrice, blogger, esperta di cucina BioEvolutiva…

ho il piacere di intervistare Elisa Averna, persona capace di viaggiare nel tempo, tante sono le attività che riesce a svolgere contemporaneamente in una comune giornata di ventiquattr’ore.

Lo si capisce visitando il suo sito www.elisaaverna.com, dove Elisa mostra tutto quello che sa e sa fare.

Nota per i lettori e le lettrici: le ho sottoposto una miriade di domande; lei, aspirando alla santità, ha risposto a tutte quante; io però sono stato costretto a spezzettare l’intervista in quattro parti.

Innanzitutto grazie Marco per lo spazio che mi stai dedicando nel tuo bel blog e per il tuo tempo. Il piacere quindi è assolutamente reciproco.

Ciao Elisa. Prima di iniziare vorrei essere un po’ più tranquillo. Quindi, ti domando: tu mangi almeno le patate fritte?

Ah ah ah! Non mi aspettavo una domanda del genere! Tornando indietro nel tempo, sì e anche a quantità da caserma. Ho un passato gastronomico di cui non vado fiera. Ingerivo qualsiasi cosa e in qualsiasi momento, purché appagasse il mio gusto, essendo fortemente edonista a tavola. A sedici anni ho iniziato a eliminare ciò che turbava il mio sonno. L’idea di trasformare la mia pancia in un cimitero non mi piaceva affatto. Quindi mi sono convertita  al vegetarismo. Gradualmente sono diventata “erbivora”, rifiutando sistematicamente, non solo nella dieta ma anche nel vestiario e nei cosmetici, tutto ciò che proviene dalla sofferenza e dallo sfruttamento animale. Ho aperto poi un canale YouTube, Cucina BioEvolutiva, di ricette etiche e salutiste per poi dedicarmi al raw food, quando in Italia non si sapeva neanche che cosa fosse. Sono sempre edonista a tavola? Certo! Come prima e più di prima! 

E il cioccolato?

Mangio anche il cioccolato, purché veg, o ancora meglio, raw food. Mi sono anche specializzata in “cioccolate” fruttariane e crudiste (es.: una bella frullata di cachi (o avocado), datteri medjoul e cacao crudo. Una ricetta buonissima e salutare. Un sogno, fidatevi!)

Sei attivissima, sei poliedrica, sei vulcanica. Aggiungi un altro aggettivo.

Nevrotica: tutto e subito! Non so aspettare. Le attese mi devastano. Non ho mai tempi morti. Noi donne siamo multitasking rispetto a voi maschietti (ride) Però, è pur vero, che qualcosa sfugge sempre e non tutto può essere portato a compimento come si vorrebbe. Magari potesse essere così! Con la tecnologia sono molto fantozziana e direi anche pericolosa.

Leggendo tutto quello che fai mi chiedo dove trovi il tempo per fare tutto.

Più che il tempo, l’energia. Certamente traggo energia dal tipo di dieta che seguo. In passato ero drogata di caffè. Gli estratti di succo, per esempio, sono un doping naturale potentissimo e soprattutto non tossico, anzi, l’esatto contrario. Disintossicarmi dalla caffeina non è stato facile, ma gliel’ho fatta ed è una delle cose di cui sono più orgogliosa.

Cucina etica e Cucina BioEvolutiva: quali le differenze se ce ne sono. Io sono rimasto alle tipicità marchigiane purtroppo….

La cucina etica è qualsiasi cucina che non include ingredienti provenienti dalla sofferenza animale, anche di là da ragioni salutiste (es.: è pieno di vegani che s’imbottiscono di carboidrati, patatine fritte e che non sanno bilanciare la propria dieta). Cucina Bio Evolutiva invece è un marchio con il quale ho voluto divulgare la cultura alimentare cruelty free e salutista. Cucina BioEvolutiva percorre gli ultimi tre step della scala evolutiva alimentare (veganesimo, crudismo, fruttarismo). Nelle ricette quindi utilizzo alimenti coerenti con una scelta di vita non violenta e principi salutistici. Ne consegue che escludo gli ingredienti animali e di origine animale, quindi gli alimenti che accelerano l’invecchiamento cellulare e incoraggio il consumo di quelli ricchi di antiossidanti, propongo alternative ai cibi industriali contenenti conservanti e additivi chimici a favore dell’autoproduzione. Metto sempre in prima linea il cibo crudo, quindi non cotto a temperature superiori ai 42°C per mantenere intatte le sostanze nutritive che la cottura distrugge. Mi sono fatta conoscere grazie a preparazioni d’avanguardia nel campo del raw food (la Crudella, la Ricruda, la Mozzarawella ecc.) grazie a un veganesimo attento all’Igiene Naturale (combinazioni alimentari anti-fermentazione, no glutine, no fritti ecc.).

Tengo a precisare che non sono legata ad alcuna religione e che quindi non ho alcun condizionamento religioso e non sono legata a nessuna ideologia  new age, ho solo una visione non antropocentrica e un punto fermo nelle mie scelte: la non violenza. Ho una visione della vita certamente antispecista, che non collima certamente con quella cartesiana, per cui gli animali sono macchine a servizio dell’uomo e non esseri senzienti degni di rispetto al pari dell’uomo.

 Il mio obiettivo primario come youtuber è quello di sfatare i preconcetti che ruotano intorno al veganesimo e far conoscere al pubblico l’elevata varietà della cucina vegana.

Parliamo dell’Elisa autrice: hai molte pubblicazioni all’attivo, se non vado errato.

Abbastanza. Una decina di saggi e sto per pubblicare il mio settimo romanzo. Sono una scribacchina compulsiva. Nel cassetto ho di tutto e di più, ma sono molto ma molto lenta nel pubblicare. Scrivere è un attimo, ripulire ciò che si è scritto è un’eternità.  Adoro il minimalismo stilistico e raggiungerlo non è sempre facile. Grazie al cielo ho abbandonato subito il “barocchismo” e ora cerco di andare all’essenziale. Non riesco a leggere i romanzi iperdescrittivi, con frasone obese di avverbi e aggettivi. Detesto le inutili lungaggini che distraggono dalla trama e sfociano nell’autocompiacimento stilistico dell’autore, ma rispetto il suo spazio fantasioso. Il 4 maggio uscirà un romanzo per i tipi della Dark Abyss Edizioni, un romanzo sperimentale a livello stilistico, una vera sfida. Mi piacerebbe molto che, soprattutto gli autori di thriller e horror, adottassero lo stesso metodo narrativo. Non posso dire di più perché rischierei di spoilerare.

E hai molta esperienza, abbastanza da aver aperto il gruppo Facebook Editoria NoEaP. Ti chiedo, dunque, qual è la casa editrice Ideale? Quella che non chiede soldi, prima di tutto (altrimenti si tratterebbe di una stamperia, e non di una casa editrice). E poi?

Eccoti servito. Ti riporto i 15 punti con cui seleziono le case editrici da inserire nell’elenco di quelle serie e affidabili. Riconosco di fare una selezione molto rigida e severa.

1)100% No Eap (editing compreso, no obbligo acquisto copie, no richiesta di contributi in fase di pre-order ecc.)

2)Distribuzione nazionale (consona alla microeditoria: libri almeno ordinabili nelle piccole librerie di quartiere)

 3)Libri acquistabili in tutti i book-store online, in primis Amazon (è inutile negarlo, ma il grosso del fatturato della microeditoria proviene da lì)

4)Team competente (redattore, editor e grafico). Se queste tre figure sono rivestite da un’unica figura “tuttofare”, solitamente il fondatore della c.e., è meglio darsela a gambe. Significa che verrà fatto tutto alla carlona, senza cura e pasticciato.  L’editor è una figura fondamentale e deve essere un professionista con un nome e un cognome. Se non è così, significa che la c.e. non ha un editor e che quindi  il libro verrà messo in stampa senza alcuna revisione professionale. Le c.e. false No Eap sono le peggiori, in quanto garantiscono contrattualmente dei servizi che però, nei, fatti, non sono in grado di ottemperare. Non chiedono contributi perché, di fatto, non offrono servizi  che sarebbe loro dovere garantire. Sono una trappola infernale. Pur di rientrare nelle c.e. No Eap, forzano la mano e danno agli autori l’illusione di offrire gli stessi servizi delle case editrici serie e affidabili.

5) Cura degli autori anche dopo la pubblicazione

6) Royalties annuali calcolate dal primo libro venduto

7) Libri in entrambi i formati

8) Sconto su copie autore

9) Attività di promozione e di vendita libri oltre l’entourage dell’autore (presenza alle fiere e presenza attiva sui social)

10) Invio manoscritto per posta elettronica

11) Sito accessibile e veloce

12) Contatti con i media (proporzionati al su essere micro)

13) Riconoscibilità del suo brand

14) Segnalazioni agli autori dei concorsi free

15) Rintracciabilità (mail e telefono)

Continua…

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